Retargeting e remarketing:
come riconquistare chi annulla la prenotazione
Molti visitano il vostro sito, ma pochi prenotano un soggiorno? Retargeting e remarketing permettono di recuperare l’interesse degli utenti e aumentare la probabilità di una prenotazione diretta.

Gli ospiti cliccano, confrontano, chiudono. E spesso non tornano più, nonostante l’interesse ci fosse. Il problema non è la mancanza di domanda, bensì la perdita di attenzione nel momento decisivo. Come benchmark indicativo, diversi studi (tra cui fastbooking e hotelariadigital.de) stimano per i siti web degli hotel un tasso di conversione del 2,2% circa, con differenze significative tra le strutture con le migliori performance e quelle con risultati più bassi. È qui che entrano in gioco retargeting e remarketing: permettono di riportare nel vostro funnel chi stava per prenotare. In modo strutturato, segmentato e senza procedere alla cieca.
Perché nel 2026 retargeting e remarketing sono indispensabili
Che cosa significa concretamente il tasso di conversione? Se il vostro sito registra 1.000 visite qualificate, con una conversione media del 2,2% si ottengono circa 22 prenotazioni. Tutti gli altri utenti scompaiono, anche se molti di loro sarebbero potenzialmente interessati. Inoltre, i dati di settore mostrano quanto le OTA continuino a dominare la distribuzione: per gli hotel indipendenti, alcune statistiche indicano quote OTA fino al 61%. Le prenotazioni dirette rappresentano dunque un importante contrappeso strategico.
Retargeting e remarketing non significano “più pubblicità”, ma un uso più efficace del traffico già esistente.
Retargeting vs remarketing: in due parole concrete
I concetti di retargeting e remarketing sono spesso usati come sinonimi. Per la vostra pianificazione, però, è utile distinguerli:
- Retargeting (focus sugli annunci): visitatori anonimi del sito web che non hanno prenotato vengono raggiunti di nuovo, in seguito, tramite ad online (per es. Google Display, YouTube, social media).
- Remarketing (focus sui dati): persone che hanno già fornito i propri dati (per es. per la newsletter o una richiesta) vengono ricontattate tramite e-mail o messaggi mirati, idealmente segmentati in base agli interessi e allo stato nel processo di prenotazione.
Il retargeting riporta le persone sul sito. Il remarketing ricostruisce la relazione. Insieme diventano un sistema.
Tre casi d‘uso per hotel, efficacia immediata
- Abbandono del processo di prenotazione
Ad di retargeting: “Torna a prenotare senza stress”. Benefici chiari, percorso semplice e stessa identità visiva del booking engine. - Richiesta senza prenotazione
E-Mail di remarketing: “La vostra richiesta: le vostre opzioni in 60 secondi” + 3 alternative chiare (camera/periodo/tariffa) invece di un wall of text confuso. - Riattivazione degli ospiti abituali
Remarketing verso contatti inattivi: micro-occasioni stagionali (2 notti, “programma 48 ore”) invece delle promozioni generiche basate su sconti.
Cosa distingue una buona compagna da un costoso rumore di fondo
Segmentazione basata sull’intento
Partire da “tutti i visitatori” non è l’ideale. Meglio segmentare: pagina della camera, pagina offerte, fase di prenotazione, durata della visita/profondita di scroll, dispositivo.
Creatività che genera riconoscimento
La stessa identità visiva del sito, un messaggio chiaro, una CTA sola. Il retargeting deve far pensare: “Ah sì, era quell’hotel”.
Frequenza e tempistiche
Troppa frequenza vi rende invadenti. Troppo poca vi fa dimenticare. Pianificate finestre temporali: 1-3 giorni (hot), 4-14 giorni (warm), 15-30 giorni (cold).
Misurazione corretta
Il retargeting viene spesso valutato anche in base alle impression (non solo ai clic). Tra i KPI più usati ci sono CTR, Conversion Rate e ROAS.
Conformità legale: il tracking si fa solo con opt-in
Per far funzionare tecnicamente il retargeting di norma sono necessari cookie/pixel di tracciamento. Questo richiede un consenso esplicito per i cookie non necessari (opt-in), oltre a informazioni trasparenti e alla possibilità di revocare il consenso facilmente. Senza consenso (Consent) non si può effettuare un tracking affidabile. E senza quest’ultimo non può esistere un valido sistema di misurazione delle performance.
I messaggi chiave in sintesi
Il tasso di conversione medio è basso, per questo recuperare gli utenti è spesso la leva più veloce. Retargeting (ads) e remarketing (e-mail/messaggi) hanno punti di forza diversi. Usati insieme risultano molto più efficaci. Altri fattori decisivi per la redditività delle vostre attività sono segmentazione, riconoscibilità, frequenza e un sistema di consenso e tracciamento conforme e ben strutturato.
Se volete impostare retargeting e remarketing come un vero sistema, vi supportiamo nel setup tecnico, nella logica di segmentazione, nella creazione di contenuti creativi e nella sincronizzazione dei canali. Così il traffico si trasforma di nuovo in prenotazioni. Contattateci qui.
Per la pianificazione è utile distinguere chiaramente tra i concetti di retargeting e remarketing.

